Il basket nella Capitale: "Tu non vedrai mai cosa più grande di Roma"

Tiro Libero
domenica, 17 maggio 2026 alle 7:15
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Espressioni, sentimenti e qualche nota di slancio su quanto sembrerebbe accadere in città in merito alla pallacanestro maschile
Questo post - sfogo maturava da un po' ma è uscito fuori dopo la lettura del focus- che trovate qui - di Carlo Fabbricatore. Quello molto preciso, lucido nelle puntualizzazioni tecnico/economiche, di fattibilità reale. Questo è lo sfogo di uno che a Roma ha visto super stelle e sentito progetti lunari.
Da vecchio cronista romano posso dire di aver visto, negli ultimi 40 anni, quasi tutto dello sport romano, e del basket in particolare, nella Capitale. Lo scudetto, la Coppa dei Campioni, le Coppe Korac, la Supercoppa, ed ancora prima ho visto la squadra crescere col nome di BancoRoma. Ho visto presidenti, allenatori e giocatori oltre che dirigenti, alternarsi con rotazioni frenetiche in certi periodi come se non ci potesse essere stabilità nella Città Eterna. Un paradosso forse ma anche la sua ragione di vita. Ho frequentato il Centro sportivo di Settebagni dove la squadra si allenava e dove c'erano gli uffici. E che poteva essere la sede della società ma non è successo…Ho visto la Oxygen Roma femminile, partita cvon ambizioni di diventare un punto di riferimento, fallita dopo un anno...L'ultima proprietà della Virtus, quella di Claudio Toti, che è durata vent'anni, è stata travagliata: spesso cattivi consigli, consiglieri ed ingaggi, o inganni, peggiori. La convivenza difficile con le altre realtà cittadine, il settore giovanile che ogni tanto spariva, in "appalto" ad un' altra società, molti che volevano chissà perché, che la squadra andasse male. Ho visto anche il plastico del Pala Ostiense, nello studio del Sindaco, anni fa, che sembrava dovesse essere il nuovo futuro impianto di gioco, a metà tra Pala Eur e Palazzetto...
"A Roma non si può fare un progetto vincente" è stata la frase ricorrente per almeno quarant' anni, quelli che ho vissuto sul campo, e non solo per il basket, visto che le vittorie del calcio, della pallavolo e pallanuoto maschile sono state degli exploit straordinari e per questo irripetibili. Poi la sparizione della Virtus originale, il silenzio, la nascita della Virtus Roma 1960, le difficoltà della Stella Azzurra per anni al vertice del movimento giovanile italiano e non solo, la Fortitudo, la Tiber, la Sam, la Petriana, Eurobasket le tante altre società che magari dimentico e me ne scuso, che si sono sempre combattute al massimo fino alla serie B (l'Eurobasket ha fatto la A2 negli anni duemila, come altre ma molto più indietro di me nel tempo). Tante non ci sono più, tante sopravvivono altre sono sempre lì a fare il loro, consapevoli che le risorse sono quelle e di più non si può.
E poi mentre la Virtus GVM Roma 1960 sta cercando di salire in A2, ecco l'NBA e addirittura una nuova altra squadra per fare la A1 e chissà cosa in seguito. Chi sta orchestrando queste situazioni forse pensa di aver trovato l'Eldorado nella Capitale. Crede ci siano file di imprenditori pronti a mettere soldi nella rinascita del basket romano. Claudio Toti forse era un soggetto difficile con cui trattare ma nessuno si è mai fatto avanti per aiutarlo o prendere la società, come scrive anche Fabbricatore nel pezzo linkato all’inizio. Ed eravamo ancora all'inizio di quella crisi che il COVID prima e le vicende internazionali poi, hanno fatto esplodere, nel mondo ma anche in Italia. E quindi anche a Roma. Oggi la città, che ha il Papa in casa, il che fa dire ai romani di aver visto tutto, sta cercando una sua dimensione diversa da quella un po' artificiosa ed antica di un luogo dove non si può lavorare. Al contrario, si può fare ed i romani seguono le cose appassionanti: il tennis che grazie alle ragazze ed ai ragazzi oggi vive una popolarità fantastica, la pallavolo femminile, fenomeno nazionale in realtà ma qui radicato nel profondo con le tantissime ragazze che giocano e sono tesserate. Il concorso ippico di Piazza di Siena, sempre bellissimo - anche per il luogo dove si svolge - ed oggi davvero non più elite perché non ci sono i biglietti, si entra gratis.
Gratis: parola e concetto determinante per chi voglia fare spettacolo o business con lo sport in questa città. Qualcuno ha mai fatto un conto dei biglietti omaggio che le diverse anime di Roma, chiedono, anzi pretendono? Duemila, per fare un solo esempio, allo stadio Olimpico ogni domenica… C’è la Maratona di Roma cui la folgorante bellezza della città ha finalmente conferito un fascino internazionale. I romani seguono il Golden Gala, da tempo in cima alle preferenze del pubblico anche grazie alle atlete ed agli atleti italiani. Eventi molto apprezzati e frequentati perché per tutti e tutte le tasche. Eventi sportivi universali, che sono così seguiti anche perché durano uno spazio limitato.
Cos'altro? Il calcetto, che è nato a Roma, non ha più quell'appeal di venti anni fa quando si contava un milione di persone che lo giocavano a tutti i livelli a Roma e nel Lazio. La pallavolo maschile è in serie B. Il padel, altro fenomeno non solo romano, che occupa spazi e pensieri che una volta erano di altre discipline. Il calcio va ad ondate. Quindi? Non si può fare sport ad alto livello in questa città? Certo che si può. A patto di dare alla gente spettacolo e credibilità: nessuno vorrà veramente illudersi che sbarcando l'NBA a Roma si accendano chissà quanti e quali fuochi e men che meno con una squadra, anzi due, del tutto estranee al tessuto cittadino. Ben vengano sia chiaro, queste novità, NBA a Roma? Un sogno. Che bello! Attenzione però a chiedere troppo in termini di partecipazione ed entusiasmo ad una città che, appunto, ne ha viste di ogni colore e di ogni forma. E guai a parlare di progetti prima, guai a fare proclami. Anche di questi ne abbiamo sentiti tanti...
PS: se la squadra che dovesse utilizzare il centrale del Foro Italico, la cui copertura è imminente, come impianto più adatto ad un grande pubblico, centrerà i play off che si giocano a maggio in qualunque categoria come se la vedrà con gli Internazionali di tennis? Quelli non si possono spostare come anche la recente querelle con la serie A di calcio ha dimostrato. Va bene questo è un cattivo pensiero...

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