La Fortitudo Bologna presenta Demis Cavina: "Sarà un campionato difficile"

Serie A2
venerdì, 19 giugno 2026 alle 21:33
cavina pres fortitudo
FB
La Fortitudo Bologna ha presentato nel pomeriggio del 19 giugno il nuovo allenatore per la stagione 2026-2027 Demis Cavina.
A fare gli onori di casa erano presenti Rossano Guerri e Matteo Gentilini, che hanno aperto la conferenza stampa.
Guerri, “Siamo contenti della reazione del pubblico in questi giorni, abbiamo letto un sacco di cose anche simpatiche. Intanto, devo dire che noi – Cavina escluso – di soldi non ne prendiamo, mentre un mio amico virtussino mi ha scritto che non sa se farmi i complimenti o le condoglianze. Posso dire che con Matteo abbiamo subito pensato a vari allenatori, convincendoci poi che Demis era la prima scelta: ci siamo incontrati e subito apprezzati per reciproca intraprendenza.
All’inizio abbiamo subito parlato di progetti, prima ancora di questioni economiche: mi dicono poi che sia simpatizzante Fortitudo, ed è ancora meglio.L’età dei giocatori? Penso ci sia un bell’equilibrio, Demis qualche giocatore giovane ha avuto il coraggio di lanciarlo. Poi, penso che l’età media della squadra attuale sia di un anno e mezzo inferiore a quella passata, ma oltre all’età conta l’abnegazione.
Lo potete vedere già dallo staff, è gente che vuole essere valorizzata. Sappiamo che ci sono gerarchie, che i giocatori collaudati danno certezze, per vincere serve un mix di tecnica, energia, passione, atletismo. Lui dice che ha fatto giocare tanto Spissu, lo avrei fatto anche io… Cavina sa benissimo che sul carro dei vincitori ci salgono tutti, e lui ha chiaro che possiamo fare un gioco di squadra con rispetto e condivisione, e che saremo tutti uniti nei momenti di difficoltà. Chiuderemo le porte dello spogliatoio, e ne usciremo solo per dare il meglio.
Mercato? Cerchiamo giocatori eclettici, gestibili e non lunatici. Quindi magari costano un po’ di più, ma vogliamo gente condivisa. Aspettiamo Fantinelli senza problemi, lo vogliamo con noi. Mazzola se sta bene è un extralusso, non pensiamo a sostituirlo o cambiarlo e cerchiamo di capire le sue condizioni. Oggi sono giocatori nostri, che si sono infortunati giocando per noi, ed è eticamente giusto seguirli. Diversa la situazione Benvenuti, che è una tipologia diversa da quella che cerchiamo e che vuole una collocazione con spazio”.
Due parole anche di Gentilini, di cui oggi è il compleanno. “Un grosso in bocca al lupo a Cavina e allo staff tecnico, spero in futuro di avere il regalo che ora sogno. Mi era stato presentato da Alibegovic, e memore di quell’incontro di due anni fa sono andato subito su di lui. Siamo tre fortitudini doc, andiamo avanti così”.
Parola poi a coach Cavina. “Inizio ringraziando Gentilini e Guerri che fin da subito hanno dimostrato grande fiducia in me. Non nascondo che è un momento di grande emozione, sono settimane che stiamo lavorando a questo progetto, solo ieri ho realizzato – con l’ufficializzazione – la presa in carico di questo ruolo. E’ importantissimo dal punto di vista personale, quando ero uno ‘sbarbo’ ero su quei gradoni, prendevamo con gli amici il treno delle 14.40 per andare a vedere la Fortitudo.
Poi è cresciuta la consapevolezza di fare parte di questa società, motivo ulteriore di emozione per avere accettato questo ruolo; in altre occasioni c’era stata la possibilità, ma questo è il momento giusto. L’emozione deve trasformarsi in carica, e mi piacerebbe che la squadra partisse dai buoni esempi: per questo è nostra idea cercare di tenere unito un gruppo che abbia già giocato per questa realtà in questa città così speciale, dato che è dagli esempi che si arriva al risultato. Una sorta di continuità tecnica con chi sa già cosa significhi giocare in Fortitudo.
Cosa vedremo? Non è il momento di proclami, dico solo che sono un allenatore esigente, so che i risultati si ottengono solo attraverso sacrifici e cicatrici, perché chi è ambizioso deve saper curare i momenti belli come quelli meno belli. Per farlo serve unione e grande serenità, la parola d’ordine sarà condivisione, dato che solo così si ottengono grandi risultati”
Sei soddisfatto su come la società si sta muovendo sul mercato per fare la squadra? “Come ho detto, la parola d’ordine è condivisione. Ci siamo sentiti spesso, abbiamo messo sul tavolo varie ipotesi di squadra, e in un momento così difficile la cosa importante è avere le idee chiare. Non deve sorprendere la tempistica delle operazioni, certe cose vanno ancora definite, il ruolo del secondo straniero sarà importante, ma conta avere un nucleo di giocatori che sappia cosa significhi la Fortitudo, così come lo staff tecnico, medico, la società e tutti. Ci saranno gioie e dolori, conteranno tanto gli episodi, noi dovremo farci trovare pronti e sono contentissimo perché penso che questa squadra abbia le giuste caratteristiche”
Lo staff? “E’ un onore averlo qua, e ho voluto che venisse presentato con noi. Matteo Angori primo assistente, lo conoscevo già da tempo. Federico Tosarelli, secondo assistente, giovane che porterà tante idee. Ci sono anche Francesco Del Santo, il preparatore atletico, assieme a Riccardo Passerini, e fondamentale sarà la presenza di Giovanni Lunghini, coordinatore e scout. Sono contentissimo di loro, lo staff verrà poi ampliato ma è già di grande valore”
Che campionato ti aspetti? “Difficile. Ci sono piazze storiche e ambiziose, che quando vengono promosse in A1 non fanno male come è successo a me a Cremona. Difficile dire ora chi sarà protagonista, io non ricordo una squadra che abbia vinto il campionato partendo dicendo che non lo voleva vincere. Noi vogliamo vincere, lo dico fin da subito: non so se sapremo curarci le cicatrici essenziali, ma faremo una squadra con grandissime ambizioni, con persone prima che giocatori. Pochi proclami, ma c’è la volontà e l’ambizione di quelli che vogliono giocarsela fin da subito”
Su che tipo di straniero andrete? “Non sono un amante dei ruoli definiti. La pallacanestro si è evoluta rispetto ai tempi degli 1, 2, 3, 4, 5, per cui cerchiamo gente duttile che possa spaziare all’interno del campo su diverse posizioni. Così per l’americano, dovrà essere importante, e se poi sarà low cost faremo contenta anche la proprietà anche se stiamo cercando figure importanti. Ci vuole qualcuno a cui affidare le responsabilità quando la partita arriva al dunque, qualcuno capace di creare a giochi rotti, che sappia trattare la palla, il migliore possibile senza guardare tanto il ruolo. Questo in una squadra dove l’aspetto del talento sarà predominante, e che dovrà imparare a difendere e a sacrificarsi. Il nome dello straniero? Sarà sicuramente una combo guard, ma come detto cercheremo il migliore rispetto a costi e qualità”
Sarà una squadra con caratteristiche più offensive o difensive? “Nelle stagioni vincenti ti aggrappi alla difesa quando le cose in attacco non vanno bene. Purtroppo si confondono i punti subiti con la difesa, ma quello che conta è il controllo dei possessi. Non so quale sarà la nostra caratteristica principale, anche il più grande idealista può avere progetti ma poi deve concretizzare. Di certo la difesa ti aiuta a vincere se non fai canestro”
Ci sarà attenzione per qualche giovane? “In tutte le mie esperienze ho sempre cercato di guardami indietro solo per guardare avanti. Di certo abbiamo voglia di farlo, è stata una delle idee iniziale quella di avere giocatori che possano crescere e dare un contributo sempre più alto durante la stagione nei momenti difficili. Per questo allungheremo il roster oltre i 10 che compongono la squadra, e qualcuno di interessante cercheremo di portarlo. I grandi talenti hanno mille padri, ma fanno tutto da soli, devi solo accompagnarli. E quando parlo di squadra, io pretendo che si considerino 14-15 giocatori, indipendentemente dalla loro età”.
Vi siete messi molta pressione. “Quando alleni in certe piazze puoi scegliere le strategie comunicative. La pressione c’è sempre, ma io ripeto, non ho mai visto una squdra vincere senza che fosse questo il suo obiettivo. Sarà poi onestà intellettuale di tutti capire dove saremo, perché io mi incazzo quando si parla della classifica di chi ha il budget più alto. La squadra ha un valore che dipende dai propri elementi, non da quanto costa; fare discorsi di pretattica conta poco, è chiaro che se sei la Fortitudo lotti per vincere ma può succedere di non farlo. Certo che io voglio vincere, e farò una squadra per provare a farlo”
Le condizioni di Mazzola e Fantinelli cambieranno le strategie di mercato? “Il roster non è ancora stato annunciato, sarà poi la società a dare le notizie ufficiali. Io non ho mai parlato di eventuali sostituzioni: quando abbiamo iniziato a ragionare con Guerri e Gentilini lo abbiamo fatto pensando solo alla funzionalità nel progetto, non a questioni fisiche. Puntiamo principalmente alla qualità dei giocatori, se ne avremo tanti prenderemo decisioni nello specifico ma non è quella una attuale problematica. Noi vogliamo un roster con anche giocatori da lanciare, e ora non abbiamo idee su sostituzioni o infortuni: ogni giocatore che verrà tenuto sarà un giocatore della Fortitudo”
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