IL PIVOT MILANESE È STATO DETERMINANTE NEL SUCCESSO DI DOMENICA CONTRO AGRIGENTO. «IN ATTACCO IL CANESTRO LO TROVIAMO, IL NOSTRO FUTURO DIPENDE DALLA CAPACITÀ DI FERMARE GLI AVVERSARI»
CODOGNO Domenica a tinte forti per l’Assigeco, protagonista di una partita ad alta intensità contro la Moncada Agrigento che vale il primo successo stagionale al “Campus”. Tutto lo “starting five” in doppia cifra a certificazione della valida distribuzione del gioco, l’ottima tenuta all’ombra del canestro (31 rimbalzi, 12 dei quali in attacco, contro 25), l’efficacia difensiva messa sul parquet dopo aver sistemato le criticità emerse nel primo quarto: sono diversi i fattori chiave di una gara resa equilibrata fino agli ultimi tre giri di lancette anche dalla bravura e compattezza della formazione siciliana, sbarcata nel Lodigiano sull’onda dell’entusiasmo di una striscia di tre vittorie, firmata nonostante l’assenza di Piazza.
Il ritorno al successo casalingo da parte dell’Assigeco, dopo le prime due battute d’arresto stagionali, segnala pure la crescita del rendimento del gruppo che, con il recupero di tutti gli infortunati, sta ritrovando l’originaria consistenza. «Abbiamo fatto una gara difensivamente in crescendo, non bene nel primo quarto, decisamente efficace nel prosieguo: è stato questo il fattore decisivo – sottolinea Mitch Poletti, fantastico protagonista nel primo quarto con 13 punti (5/7 al tiro e 3/3 in lunetta) -. Credo che il nostro futuro dipenda molto dalla capacità di difendere come si deve e con continuità, quella vista domenica dal secondo quarto in poi. In attacco abbiamo tante possibilità di andare a canestro (i rossoblu segnano 84 punti di media, ndr), è sulla difesa che dobbiamo lavorare per crescere. Essere tornati al completo aiuta di sicuro».
Poletti è stato fondamentale in avvio, ben assistito da Fultz, per i canestri segnati, e nel resto della contesa per l’apporto in difesa, adeguato sulle caratteristiche molto perimetrali dei siciliani: «Beh, siamo riusciti a iniziare la partita approfittando della scelta degli avversari sulla difesa del “pick&roll”. Per me è stato importante dopo tre gare nelle quali non ho avuto possibilità di toccare tanti palloni e sono stato meno energico del dovuto a rimbalzo in attacco – dice il 27enne pivot milanese, che ha chiuso con 6/8 al tiro, 5/7 ai liberi e 4 rimbalzi, più la stoppata finale su Martin -. Domenica invece sono stato bene grazie anche a Fultz, un giocatore davvero bravo a vedere e capire il gioco».
Giovedì c’è il turno infrasettimanale a Trapani e domenica ancora al “Campus” contro Omegna: questa è una settimana da gestire al meglio. «Credo che sia una problematica più di ordine mentale che un fatto fisico: il tempo per riposare e preparare le partite, seppur meno del solito, non manca. È una questione di abitudine, cosa che in effetti un po’ ci manca perché i turni infrasettimanali capitano raramente. L’aspetto psicologico riveste la necessità di essere pronti a giocare al massimo ogni gara: il girone è tosto, la classifica è corta e si fatica a capire i veri valori degli avversari. Giovedì giochiamo contro una delle migliori del campionato, per giunta a casa loro. Sarà una partita complessa, come poi quella di Omegna, che vogliamo però giocarci fino in fondo. I valori sono livellati verso l’alto, non si deve giudicare dai nomi: c’è da sudare tantissimo contro tutti».
Luca Mallamaci
Fonte: Il Cittadino di Lodi