Il coach milanese ritrova l'Assigeco da avversario. Nel 2014 lo scudetto con l’Under 19: «Non dimenticherò mai tutte le persone che hanno accompagnato questo cammino e lo ricorderanno con malinconica nostalgia»
BIELLA Il basket va sempre a braccetto con le emozioni. Ci sono partite che privilegiano naturalmente l’aspetto mentale oltre che il lato tecnico, e altre che accelerano semplicemente i battiti del cuore. L’incanto della sfida di domenica al “Biella Forum” rischia di toccare l’Assigeco nel profondo dell’animo.
Sulla panchina del club piemontese c’è Michele Carrea, il tecnico che dal suo arrivo al “Campus” nel 2010 ha scritto importanti pagine di storia con l’Under 19 esaltate dal titolo nazionale Elite nel 2012 seguito dallo scudetto nel 2014. «Ricordo che al mio arrivo si prospettava una “ripartenza” del settore giovanile: il programma presentato da “Gianga” Polenghi era rivolto al futuro. Rimarrò sempre riconoscente alla società e ai ragazzi per quanto fatto e i risultati conseguiti spendendo notevoli energie fisiche e mentali – ricorda il 33enne coach milanese -. Non dimenticherò mai tutte le persone che hanno accompagnato questo cammino e lo ricorderanno con malinconica nostalgia (durante le finali del 2014 è mancato papà Graziano, ndr). La società mi è stata vicina in modo i appesi al “Campus” in un angolino c’è anche il mio nome mi riempie di orgoglio».
Tra qualche ora memoria e sentimento renderanno più suggestivo del solito l’approccio alla palla a due. «Mi solleciti su un tasto che cercavo di nascondere dietro il puro aspetto tecnico. È inevitabile però che i miei pensieri prima della gara siano accarezzati dai cinque anni di grande intensità passati all’Assigeco, un club al quale ho dato parecchio di me stesso – confida Carrea, che in rossoblu allenava le giovanili ed era assistente in prima squadra -. Un brivido sarà normale prima che la concentrazione passi a come far rendere al meglio la mia squadra. Durante la partita c’è attenzione sul gioco; prima e dopo lo spazio per altre riflessioni anche perché sfido ragazzi come Vencato, Donzelli e Rossato che ho contribuito ad “allevare” e un giocatore, Chiumenti, che ho seguito per cinque stagioni come aiuto allenatore».
Michele Carrea, cresciuto nel vivaio dell’Olimpia Milano con Fabio Corbani, avuto tre lustri fa anche nel passaggio da giocatore all’Assigeco, si forma come coach all’Urania. Quindi Casale Monferrato e Siena sono le tappe prima dell’approdo al “Campus”, lasciato la scorsa estate per sostituire Corbani passato a Cantù in Serie A. «L’esperienza è molto positiva, ho assunto questo ruolo con grande responsabilità trovando un notevole supporto che permette di lavorare nel migliore dei modi – spiega il coach all’esordio come capo allenatore di una squadra senior -. I risultati dell’inizio sono un po’ sottotono. Abbiamo cercato di sopperire al limite della competitività cambiando un americano (Hall per Jones, ndr): siamo più continui in casa, mentre in trasferta ci manca ancora l’amalgama e l’esperienza nei momenti in cui bisogna chiudere la gara. È un po’ un anno “zero” a Biella, abbiamo reinventato il roster basandoci su Infante e De Vico per mixare giovani ed esperti. Progressivamente ogni tassello andrà a posto: sono sereno, c’è tanto da fare ma gli stimoli non mancano certo»
Luca Mallamaci
Fonte: Il Cittadino di Lodi