Dole Rimini, Carasso fa il punto dopo la finale persa e sul fronte mercato

Serie A2
martedì, 16 giugno 2026 alle 15:45
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Si chiude con un bilancio di 54 partite disputate, una Coppa Italia messa in bacheca e una finale playoff per la promozione in Serie A sfumata a un passo da Gara 5 contro Verona, la lunghissima stagione di Rimini. A tracciare il resoconto di questa annata intensa è Paolo Carasso, amministratore delegato che analizza al
Corriere Romagna le difficoltà superate e i meriti del gruppo: «E’ stata una stagione sofferta, molto impegnativa dal punto di vista tecnico e di gestione della parte sportiva. Ci sono stati molti infortuni e molti cambi forzati di sistema di squadra e in questi momenti difficili credo che abbiamo avuto il grande merito di non fare rivoluzioni, di concentrarci sul lavoro in palestra e soprattutto di cercare di trasformare le situazioni negative in opportunità di crescita per i giocatori: mi riferisco a Leardini, che ha avuto un’evoluzione giocando da “tre” minuti importanti in partite decisive, a Sankare che è esploso. E’ un tipo di lavoro che ha portato un periodo di gestione che si è riflesso su risultati immediati ma che alla lunga ha pagato e ci ha portato a questa grande cavalcata».
Guardando a cosa sia mancato per centrare il traguardo massimo e a cosa cambierebbe tornando indietro, Carasso ha le idee chiare sull'importanza dell'abitudine a vincere e sull'operato dello staff: «Credo che per vincere i campionati devi abituarti a stare in vetta: a noi è mancata un po’ l’esperienza di questo tipo mentre Verona aveva quattro giocatori che avevano già vinto il campionato, due con Udine e due con Cantù, e questo conta. Noi ci stiamo costruendo l’esperienza sulla nostra pelle, stando sempre ai vertici. Fra i giocatori non cambierei niente e la differenza è stata fatta dal nostro staff tecnico lavorando con questo gruppo: io sono sempre per far rendere al massimo ogni risorsa umana e portarli ai limiti e non di cambiare ai primi inciampi. Abbiamo fatto un solo cambio tecnico, Gerald [Robinson], mentre l’altro è stato forzato».
Per quanto riguarda il mercato e lo stato del roster, in mezzo a tante voci che si rincorrono, il dirigente delinea la strategia futura confermando la volontà di mantenere intatta l'ossatura della squadra: «Noi abbiamo sotto contratto il tecnico Dell’Agnello, quindi Denegri, Leardini, Simioni, Sankare e Ogden, su cui possiamo far valere l’accordo. Saccoccia è in prestito da un’altra proprietà mentre gli altri giocatori sono in scadenza: Tomassini, Marini, Pollone, Camara e i due stranieri sono liberi. Per quanto mi riguarda, una squadra che vince va solo ritoccata e migliorata ma non stravolta e lo zoccolo duro deve rimanere. Personalmente, mi piacerebbe riuscire a convincere Tomassini, Marini e Camara a restare a Rimini, anche se tutti hanno un grande mercato».
Infine, c'è ampio spazio per i doverosi ringraziamenti a tutte le componenti che hanno reso possibile questo percorso e tenuto la barra a dritta nei momenti complessi: «Il primo è per Rimini, i riminesi e il Barrio in modo particolare: loro hanno avuto una parte fondamentale in questa annata, perché sia nei momenti negativi che in quelli positivi hanno sempre sostenuto squadra, staff e società, non mancando in nessun campo. A Rimini e ai riminesi perché un Flaminio così strapieno e coinvolto è da brividi. Un grazie particolare lo voglio rivolgere allo staff tecnico, da Sandro Dell’Agnello a Sergio Luise, Filippo Saulle, Diego Bartolini e a tutte quelle persone come Tommaso Rinaldi, Matteo Panzeri e Fabrizio Bartolini che con la loro passione hanno contribuito a questa grande stagione senza essere mai nominati o in vetrina: Sandro non si è mai arreso davanti a tutti questi cambi di assetto, si è concentrato sul lavoro senza mai lamentarsi ed è stato importante questo per tenere la barra a dritta. E ancora, un grazie a Davide Turci e a Simone Campanati, figure vive che hanno grandi meriti in questa cavalcata. Infine il presidente Paolo Maggioli e tutto il Cda: nel momento del bisogno nessuno si è tirato indietro e con un extra budget hanno dimostrato ancora una volta quanto ci tengano, e a tutti gli sponsor, a Giusto Curti e alla sua Dole Italia che ci consentono di finire ancora una volta con il bilancio in positivo e per come ci hanno sostenuto e stimolati ad essere ambiziosi».

Fonte: Corriere Romagna
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