Massimo Cancellieri, i retroscena dell'addio a Trento e l'annata dell'Aquila

LegaBasket Serie A
giovedì, 28 maggio 2026 alle 9:50
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Massimo Cancellieri è stato annunciato dal Tofas Bursa il giorno dopo l'uscita dai playoff con la Dolomiti Energia Trentino nella Gara 5 dei quarti a Bologna. Un addio che già era stato confermato dal club prima della fine della stagione regolare. Nonostante le tante polemiche in questa annata, la Trento di Cancellieri ha superato le aspettati: «
È merito della squadra. Intorno a noi c'era un clima da 'de profundis' dopo la partita contro Napoli. Era comprensibile, non perché avessimo giocato generalmente male ma perché il terzo quarto ha fatto pensare che non fossimo più pronti». Il riscatto, però, è nato da una reazione d'orgoglio del gruppo: «Semplicemente è successo che la squadra è tornata in palestra con entusiasmo, determinazione e voglia. E questo ci ha dato la spinta in più».
Analizzando la chiave per giocare un playoff di questo spessore, Cancellieri si concentra sulla gestione psicologica dei ragazzi: «Finché c'erano partite da giocare per noi era importante. La pressione su un gruppo che non la conosce può essere deleteria quindi noi abbiamo sempre cercato di toglierla fissando obiettivi. Dopo una partita persa ce n'era sempre un'altra da giocare. Il club è stato di grande aiuto perché avevamo la stessa visione e il messaggio che arrivava al gruppo era univoco».
Arrivando al rapporto con la dirigenza e alla decisione di salutarsi in anticipo nonostante un contratto biennale in essere, l'allenatore spiega le dinamiche interne: «Con la società ci siamo sempre confrontati quasi quotidianamente. Sapevamo cosa stava andando bene e cosa no. C'era una missione da compiere. La mia valigia non è ancora fatta e se devo riempirla preferisco farlo con tutte le esperienze che mi porto dietro da questa annata». Sull'addio aggiunge: «La scelta è figlia di tante piccole situazioni ma anche della mia incapacità di essere immediatamente pronto per il tipo di percorso che mi attendeva. Ho un background talmente strutturato che forse ci sarebbe voluto più tempo ma con questo club sono stato bene. Abbiamo avuto idee diverse ma le abbiamo condivise per trovare un punto comune per andare avanti».
Infine, commentando l'affermazione di aver vissuto "quattro stagioni in una", il coach ribadisce il grande sforzo richiesto: «Lo confermo. A partire dalla giovane età della squadra che non permetteva di avere la certezza di ritrovare dopo un giorno o dopo una settimana quel tassello che eri convinto di avere aggiunto. Inevitabilmente poi quello che ci è successo intorno ha colpito tutti, anche me. Servivano spalle larghe e le ho avute. Ho protetto la squadra prendendo su di me le responsabilità, mi è costato ma era la cosa giusta da fare». Un percorso duro dal quale però sia lui che l'Aquila escono arricchiti: «Esatto, ed è quello che mi fa più piacere. Abbiamo fatto un percorso di crescita accelerato. E lo metterò in valigia
».

Fonte: Corriere del Trentino
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