«Il Falco non muore, spicca il volo»: Aldo Vanoli e le ragioni del trasferimento di Cremona a Roma

LegaBasket Serie A
martedì, 12 maggio 2026 alle 16:35
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Si chiude ufficialmente la storia sportiva della Vanoli Cremona. La FIP ha dato l'ok, nell'ultimo Consiglio Federale, al trasferimento della società a Roma. La società, infatti, è stata acquisita dalla cordata di Donnie Nelson, con Rimantas Kaukanes alla guida delle operazioni e Luka Doncic tra gli investitori. Le ragione che hanno portato Aldo Vanoli a cedere la squadra sono spiegate dallo stesso:
"Con grande orgoglio, dal 2003 a oggi ho avuto il privilegio di sostenere insieme alla mia famiglia e dal 2011 di guidare in prima persona un progetto sportivo capace di andare ben oltre i risultati del campo – sottolinea il Presidente. Con passione, entusiasmo e forte senso di responsabilità nel corso di questi 23 anni tutti insieme abbiamo costruito una realtà in grado competere ai massimi livelli della pallacanestro italiana, con una costante partecipazione al campionato di Serie A1 e la storica conquista della Coppa Italia 2019.
La Vanoli Basket non è mai stata soltanto una squadra, ma una comunità, un insieme di persone appassionate e competenti che ci hanno affiancato, accompagnato e sostenuto nei giorni più belli e nei momenti difficili. Proprio questo legame, più di tutto, mi ha portato negli ultimi mesi a riflettere sul futuro con grande serietà e attenzione.
Nel corso degli anni ho sempre cercato di garantire stabilità al progetto, sostenendolo in prima persona. Chi conosce la nostra storia sa bene che ogni stagione è stata una sfida: abbiamo sempre lavorato con risorse significativamente inferiori rispetto a quelle di altre realtà della pallacanestro italiana con bacini di riferimento ben più ampi, strutture più moderne e disponibilità economiche nemmeno paragonabili alle nostre. Ciò nonostante, siamo riusciti a restare competitivi, a mantenere la categoria e a raggiungere risultati importanti. Il segreto? Abbiamo sempre investito nelle idee e nelle persone, facendo squadra dentro e fuori dal campo, con una gestione attenta e conti sempre sotto controllo. È un aspetto di cui vado particolarmente orgoglioso, perché testimonia la serietà del lavoro fatto e il valore delle persone che hanno contribuito a questo progetto.
Allo stesso tempo è evidente che un modello basato su un impegno personale così diretto e continuativo, in un contesto agonistico e finanziario sempre più competitivo, richiede uno sforzo difficilmente sostenibile nel lungo periodo. Per questo motivo negli ultimi mesi ho lavorato insieme alla mia famiglia e ai miei collaboratori per individuare soluzioni che potessero dare ulteriore solidità al progetto, anche attraverso il coinvolgimento di nuovi investitori. Abbiamo avviato interlocuzioni, esplorato diverse possibilità, cercato in ogni modo di verificare se esistessero le condizioni per proseguire il percorso mantenendolo nel territorio. Purtroppo, queste condizioni non si sono concretizzate. Si è invece concretizzata una manifestazione di interesse da parte di importanti investitori stranieri che hanno espresso la volontà di sviluppare il nostro progetto nella città di Roma con una visione ambiziosa e di lungo periodo. Di fronte a questo scenario, e in assenza di soluzioni alternative, ho ritenuto, con senso di responsabilità, di consentire che questa opportunità potesse trovare realizzazione. Così la Vanoli in qualche modo non morirà, la sua matricola non scomparirà, la sua storia non sarà cancellata, ma entrerà a testa alta in una nuova dimensione.
Il Falco – nostro simbolo da sempre – non muore: lascia il nido e spicca il volo. L’abbiamo cresciuto come un figlio e, proprio come succede ai figli, a un certo punto è giusto lasciarlo andare.
È una decisione che non ho maturato con leggerezza, ma con grande attenzione e difficoltà, consapevole del significato che questo passaggio comporta per il territorio cremonese e per tutte le persone che in questi anni hanno accompagnato il nostro percorso. C’è dispiacere, è ovvio. Ma anche la consapevolezza che la storia scritta in questi anni resterà per sempre nei nostri ricordi e nel nostro cuore.
Cremona è una realtà particolare, per certi versi unica nel panorama nazionale, e mi conforta sapere che una città così appassionata di basket continuerà a essere rappresentata in Serie A anche dopo il nostro trasferimento a Roma.
Personalmente porterò sempre con me le emozioni, le difficoltà superate, i risultati raggiunti, ma anche soprattutto l’affetto che ho ricevuto fino all’ultimo giorno, al termine dell’ultima partita disputata dalla squadra al PalaRadi di Cremona. Quell’applauso così lungo, convinto e caloroso risuona ancora nelle mie orecchie, mi ha profondamente commosso e mi ripaga di tutti gli sforzi compiuti in questi anni, a ogni livello.
A Cremona, ai tifosi, alle istituzioni, a tutte le persone e a tutte le aziende che hanno fatto parte di questo percorso va il mio “grazie” più sincero e profondo”.

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